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Marzo e aprile segnano la riapertura dei sentieri — ma il tuo fisico è davvero pronto? Ecco come prepararsi dopo l’inverno per tornare in montagna senza infortuni e con il massimo piacere.
La primavera segna il ritorno alla luce, ai colori e ai sentieri aperti. Dopo mesi di pausa, la voglia di rimettere gli scarponi e tornare in quota è forte.
Ma nel trekking di primavera c’è un aspetto che molti sottovalutano: il corpo, nel frattempo, si è “addormentato”.
Riprendere senza una preparazione adeguata può significare crampi, dolori muscolari, vesciche o piccoli infortuni che rischiano di compromettere le prime uscite. E un’escursione sbagliata a marzo può togliere entusiasmo per settimane.
Vediamo come riprendere il trekking dopo l’inverno nel modo giusto.
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La primavera in montagna è bellissima, ma nasconde delle insidie
Le escursioni primaverili in Italia offrono paesaggi straordinari: prati in fiore, aria tersa, temperature miti.
Ma tra disgelo, terreno instabile e preparazione fisica non ottimale, il rischio di sopravvalutarsi è reale. La primavera è una stagione di transizione: il corpo deve riabituarsi allo sforzo, e la montagna non è ancora completamente “stabile”.
Il problema del “gap invernale”: cosa succede al corpo quando si smette di camminare
Perdita di tono muscolare
Anche chi è allenato può perdere il 10-15% della forza muscolare specifica dopo 6-8 settimane di inattività.
I muscoli più colpiti sono proprio quelli fondamentali in montagna: quadricipiti, polpacci e stabilizzatori della caviglia.
In salita sostengono il peso.
In discesa proteggono le articolazioni.
Riduzione della capacità aerobica
La resistenza cardiovascolare cala più velocemente di quanto si pensi.
Salite che a settembre sembravano semplici possono diventare impegnative a marzo.
Piedi “disabituati”
Dopo mesi con scarpe comode e piatte, il piede perde adattamento allo scarpone tecnico.
Se si riparte con percorsi lunghi o dislivelli importanti, vesciche e irritazioni sono quasi inevitabili.
Come prepararsi fisicamente nelle 3-4 settimane prima della prima uscita
Una corretta preparazione fisica per il trekking primaverile non richiede allenamenti estremi, ma gradualità e costanza.
Settimana 1-2: riattivazione muscolare
- Camminate quotidiane di 30-45 minuti, anche in città
- Percorsi con leggere variazioni di terreno
- Esercizi per quadricipiti, polpacci e caviglie
- Stretching serale per mobilità articolare
L’obiettivo è riattivare il corpo, non affaticarlo.
Settimana 3-4: carico progressivo
- Inserire dislivello graduale (scale, colline)
- Camminate con zaino leggero (5-6 kg)
- Percorsi leggermente più lunghi
Tendini e articolazioni devono adattarsi progressivamente prima di affrontare terreni impegnativi.
Il giorno prima: cosa non fare
- Evitare allenamenti intensi nelle 48 ore precedenti
- Idratarsi bene
- Preparare lo zaino con attenzione
Arrivare stanchi alla prima uscita è uno degli errori più comuni.

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L’attrezzatura da controllare prima della prima uscita
Gli scarponi: il controllo che molti saltano
Dopo mesi in garage o in armadio, gli scarponi vanno controllati con cura.
Verifica:
- Suola (distacchi o usura anomala)
- Tomaia in pelle (crepe o rigidità)
- Cuciture e lacci
- Impermeabilità (spruzzare acqua e verificare che perli)
Se utilizzi scarponi in pelle, può essere utile ripassare le buone pratiche di manutenzione.
Leggi anche: Scarponi in pelle: come prendertene cura al meglio
Abbigliamento a strati: in primavera il meteo cambia in fretta
Le temperature possono variare anche di 10°C in poche ore.
Il sistema a tre strati è la scelta più sicura:
- Base traspirante
- Strato intermedio termico
- Guscio impermeabile leggero
Bastoncini: sottovalutati, ma preziosi a marzo
Con terreno umido, fango o neve residua, i bastoncini migliorano stabilità e proteggono le ginocchia, specialmente in discesa.
I sentieri in primavera: cosa aspettarsi
Terreno instabile e fango
Il disgelo rende molti sentieri scivolosi, soprattutto nelle ore centrali.
Meglio preferire uscite mattutine.
Neve residua in quota
Sopra i 1.500-1.800 metri (variabile in base alla zona), la neve può essere ancora presente fino ad aprile o maggio.
Informarsi sempre prima di partire.
Sentieri ancora chiusi
Alcuni percorsi riaprono ufficialmente solo a giugno.
Controlla sempre i siti dei parchi naturali o del CAI locale.

Scegli le scarpe giuste da trekking ed escursionismo leggero
5 mete ideali per la prima uscita primaverile
Per ricominciare con gradualità, meglio scegliere percorsi non troppo tecnici e a bassa quota.
Alcune idee nel Nord Italia:
- Lessinia – panorami aperti e dislivelli moderati
- Lago di Garda – sentieri vista lago perfetti a marzo-aprile
- Prealpi lombarde – escursioni panoramiche senza quota eccessiva
- Colli Euganei – ideali per riprendere ritmo
- Carso triestino – percorsi dolci e suggestivi
Approfondisci: I migliori sentieri sul Lago di Garda
Lo scarpone giusto per ricominciare: leggerezza o supporto?
Per le prime uscite su sentieri aperti in primavera, uno scarpone leggero e confortevole può essere la scelta ideale.
Se invece prevedi terreni misti, fango o dislivelli importanti, meglio orientarsi verso un modello con maggiore supporto alla caviglia e suola strutturata.
La scelta giusta dipende sempre dal terreno e dal tuo livello di preparazione.
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FAQ
Quando riaprono i sentieri in montagna?
In bassa quota generalmente da marzo. In alta quota spesso da maggio-giugno, a seconda delle condizioni.
Posso fare trekking con scarpe da trail running in primavera?
Sì su terreno asciutto e non tecnico. Con fango o neve residua, uno scarpone alto offre maggiore protezione e stabilità.
Quanto devo allenarmi prima della prima uscita?
Per la maggior parte delle persone, 2-3 settimane di preparazione graduale sono sufficienti.
La primavera è il momento perfetto per ricominciare.
Ma ricominciare con rispetto — per il proprio corpo e per la montagna — è il primo passo verso una stagione di cammini vissuti davvero bene.
E quando i sentieri si riaprono, è bello farsi trovare pronti.

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