Il Monte Baldo, una perla unica tra le montagne del Veneto

Il Monte Baldo, una perla unica tra le montagne del Veneto

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Maestoso e imponente, il Monte Baldo è tra le montagne del Veneto in assoluto più conosciute – e più apprezzate fin dall’antichità per la ricchezza di storia, cultura e biodiversità che offre.

Situato a cavallo tra le province di Verona e Trento, apre il suo panorama a Ovest sulLago di Garda e ad Est sulla Vallagarina; la sua vetta più alta, Cima Valdritta, raggiunge un’altitudine di 2.218 mslm.

Si contraddistingue per due aspetti chiave: il paesaggio carsico e l’incredibile varietà di flora e fauna che ospita, data dalla diversità di climi presenti nelle diverse altitudini e versanti.

Parlando di paesaggio, la notevole presenza di rocce calcaree su tutta la superficie del Monte Baldo dà vita a un gran numero di fenomeni carsici: monoliti, conche, grotte (la più lunga è Grotta Tanella, a Torri del Benaco, con una lunghezza di 362m, mentre la più profonda è Bus de le Tacole, che si spinge nel terreno fino a 172m di profondità) e doline – particolari depressioni del terreno che si aprono verso grotte più profonde.

Grazie alla sua ricchezza di biodiversità, soprattutto nella flora, il Monte Baldo è da tempo immemore definito il “Giardino d’Europa”: i diversi climi a cui sono esposti i suoi versanti (con il lago da una parte e le montagne dall’altra) e le fasce climatiche che si sviluppano man mano che si sale di altitudine hanno permesso nei secoli lo sviluppo di specie vegetali molto variegate, alcune addirittura uniche al mondo.

Queste fasce sono state individuate e categorizzate in quattro denominazioni:

  • la “fascia mediterranea”, alle pendici del Monte Baldo, che grazie al clima mite ospita svariate coltivazioni di ulivi e castagni, oltre alla crescita spontanea di fiori a fusto basso e piante aromatiche mediterranee (come rosmarino e alloro);
  • la “fascia montana”, con ampi pascoli e boschi di faggi, tigli, carpini neri e abeti bianchi, oltre che di specie come il larice, il peccio e l’acero di monte;
  • la “fascia boreale”, con arbusti e fiori tipici del clima di montagna, come il pino mugo, il ginepro alpino, l’erica, la genziana, il croco bianco e la vulneraria;
  • la “fascia alpina”, che copre l’area sopra i 2.000 mslm, con la tipica vegetazione rupestre che comprende potentilla, raponzolo e rododendro.

Una enorme particolarità del Monte Baldo sono le specie di fiori endemiche che crescono esclusivamente sulla sua cima, dai 1.500 mslm in su: la carice del Baldo, l’anemone del Baldo e il raro caglio del Monte Baldo, visibile solamente nella fascia alpina.

A livello di fauna, ospita una grande varietà di specie, soprattutto per quanto riguarda gli invertebrati: anche in questo caso ne troviamo una endemica, il coleottero pini, che cresce solo tra il Monte Baldo e le prealpi lombarde, oltre ad una lepidotterofauna che conta ben 2.085 specie diverse identificate.

Il Monte Baldo non è solamente una risorsa dal punto di vista naturalistico: sono state infatti trovate tracce di presenza umana risalenti al Paleolitico, con veri e propri ritrovamenti di insediamenti e sepolture del periodo del Neolitico e di numerosi villaggi a partire dall’Età del Bronzo – oltre che tracce e indizi che hanno permesso di ricostruire un’antica via di passaggio dall’Italia verso l’Austria.

Al di là della sua storia e degli aspetti più “tecnici”, il Monte Baldo è ad oggi apprezzato come una delle più belle mete di escursionismo estivo, grazie ai suoi sentieri ben tracciati e semplici da percorrere e il magnifico panorama che si apre una volta arrivati alla cresta, raggiungibile anche da famiglie e camminatori amatoriali.

Sicuramente un luogo da scoprire fino in fondo!

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